LO STRANIERO - di Camus
Dal: 09/11/2017 - al: 19/11/2017
Teatro Studio Uno via Carlo della Rocca, 6  - Roma

↪️biglietto ridotto a 8 euro invece di 12 PRENOTANDO COME LETTORI DI GUFETTO!
Tel: 349 4356219- 329 8027943

Adattamento e regia
Lorenzo De Liberato
con Marco Usai, Tiziano Caputo, Agnese Fallongo, Mario Russo
musiche arrangiate ed eseguite dal vivo da
Tiziano Caputo, Agnese FallongoMario Russo
ass.regia Lorenzo Garufo
luci Matteo Ziglio

scene Laura Giusti con la collaborazione di Cecilia Fallongo
supervisione costumi Manifesto Costumista
foto e grafica Camilla Mandarino
coproduzione De Liberato / Usai e Teatro Studio Uno

Lo spettacolo rileggere e reinterpreta uno dei più grandi capolavori della letteratura del novecento, sottolineando la chiave ironica terribilmente realistica di un racconto che descrive il dramma di un uomo in balia di un destinoavverso beffardo e la sua incapacità di vivere in modo consapevole.

Il protagonista, il signor Meursault, vive ad Algeri ed è di origine francese, è uno "straniero" estraneo alla vita e alla società che lo circonda, annoiato e incapace di tessere relazioni con le persone che affollano la sua quotidianità, con le quali riesce ad interagire solo in maniera grottesca e a tratti surreale. La vicenda si apre con la notizia della morte della madre del protagonista nell’ospizio di Marengo, fuori dalla città. Durante il viaggio e il soggiorno per il funerale, Meursault si comporta eseguendo un compito necessario e nell’entrare in contatto con le figure dell’ospizio, quasi si distrae al pensiero della madre morta.  Non ha emozioni nemmeno per la donna che ha iniziato a frequentare da poco, Maria.Meursault si ritroverà, senza sapere perché, a uccidere un arabo in spiaggia.

Una volta in prigione, Meursault sembra non provare rimorso per l’omicidio e il suo spirito e i suoi atteggiamento sembrano abbandonare ogni possibilità di difesa, rifiutando ogni tipo di attenuante e perdono che anche il prete, nella sua figura, potrebbe concedergli. La sentenza della corte prevede la condanna a morte e Meursault, lontano da ogni salvezza spirituale, allineandosi agli eventi, attende il giorno dell’esecuzione.

L’intento della messa in scena è quello di rappresentare l’archetipo di un uomo sopraffatto dalla vita, incapace di prendere decisioni o assumersi delle responsabilità, condizionato quasi esclusivamente dal clima che lo circonda, dal sole o dal caldo asfissiante dell'estate algerina. Valorizzato ed arricchito dalle musiche arrangiate ed eseguite dal vivo dagli stessi attori, lo spettacolo offre un sottotesto in musica che con ironia e delicatezza, accompagna lo spettatore all'interno delle vicende narrate in un crescendo unico di atmosfere, suggestionipersonaggi e visioni.

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