WALKING THÉRAPIE @ Teatro di Rifredi: una terapia contro le terapie
Di: Leonardo Favilli
pubblicato il: 07/08/2018
categoria: RECENSIONI FI

Direttamente dal Belgio è sbarcato a Firenze Walking Thérapie (repliche dal 23 luglio al 4 agosto), un esperimento di psico-camminata urbana ideato a Bruxelles dai teatranti Nicolas Buysse, Fabrice Murgia e Fabio Zenoni. Grazie alla traduzione a cura di Angelo Savelli e alle capacità d’improvvisazione di Gregory Eve e Luca Avagliano, per la compagnia Pupi e Fresedde del Teatro di Rifredi, anche le strade di Firenze e della vicina Scandicci hanno fatto da sfondo alla terapia di gruppo che gli spettatori-pazienti si sono trovati a vivere, loro malgrado. Un modo divertente ma anche emozionante di vestire i panni delle tante vittime di imbonitori che in nome dell’autodeterminazione personale si arricchiscono alle spalle di poveri malcapitati.

Quali sono gli ingredienti che non possono mancare in una terapia per riconquistare il proprio equilibrio interiore? Sicuramente ci deve essere un rapporto intimo con il proprio mentore, una voce della coscienza in grado di guidarci in ogni azione con cui ci rapportiamo al mondo esterno. In più deve insegnare formule abbastanza efficaci per aiutare il paziente a trovare il convincimento giusto ad affrontare le asperità della vita e, soprattutto, le proprie ataviche paure, non ultima quella della morte. Infine deve saper mostrare quei modelli di vita che hanno raggiunto la vetta grazie alla terapia stessa. Non manca proprio nessuno di questi elementi nell’esperimento di drammaturgia terapeutica che Pupi e Fresedde hanno presentato al Teatro di Rifredi grazie alle prestazioni attoriali di Gregory Eve e Luca Avagliano.

Un paio di cuffie collegate ai microfoni ad archetto dei due performer, uno sgabellino ripiegabile e portabile a spalla, una buona dose di motti da ripetersi accompagnati da gestualità meccaniche e di facile comprensione. Ecco con cosa gli spettatori della Walking Thérapie si trovano a giocare, letteralmente, durante tutto il percorso che a partire dal cortile antistante il teatro si snoda per le vie della vicina cittadina di Scandicci dopo un trasferimento sulla neonata linea della tramvia fiorentina. Quattro le fasi, o forse nello spirito della terapia, meglio dire che quattro sono gli step: l’accettazione delle proprie paure, della morte e delle emozioni negative fino al raggiungimento del controllo di sé nel dolore. Un itinerario intimo che però può compiersi solamente se si rivolge lo sguardo all’esterno, alla ricerca di una infelicità alla quale è necessario dare del tu perché, come dice il buon Pascal, “disponendoci ogni momento alla felicità, non la raggiungeremo mai”. Guru della terapia è il dott. Gregory Maria che, come una sorta di rabdomante 2.0, possiede l’attrezzatura in grado di captare sensazioni, timori, segnali dal mondo circostante con cui serve giocare, divertirsi e perfino compenetrarsi perché tutti devono essere consapevoli dello stato di instabilità dei pazienti. Ma l’attrezzatura non diventa altro che un modo per irridere gli altri, quelli che direbbero di non aver bisogno di una terapia perché queste cose non servono a nulla, sono solo palliativi, perché i veri problemi non sono questi. Quegli altri che sono pronti talvolta a farsi coinvolgere con spirito goliardico, talvolta a sfogarsi perché non hanno nessuno che li ascolta e sono pure un po’ ingenui, talvolta ad offenderci perché viene toccato loro un nervo scoperto.

È di queste sfumature che si colora ogni replica della psico-camminata in cui la scenografia è quella dei palazzi del quartiere Rifredi e di Scandicci nonché quella dei vagoni della tramvia mentre i passanti e i passeggeri sono i veri spettatori perché i paganti sono sempre pronti a dare spettacolo sotto la guida tanto sferzante di Gregory quanto insicura di Luca. Pertanto, tra le canzoni intonate sui mezzi e i riti new age fatti di movimenti assurdi quanto inefficaci, la performance si arricchisce ogni volta di elementi inattesi che in fondo incrementano la media dei minuti quotidiani di risata, che dai 14 del 1930 sono diventati solo uno nel 2017, secondo le impeccabili statistiche del dott. Gregory Maria.   

Le capacità di improvvisazione e di interfaccia col pubblico di Gregory Eve e di Luca Avagliano sono mirabili e costituiscono da sole la chiave del successo di questo esperimento perché travalicano i limiti del copione riducendolo ad un canovaccio tanto che anche le parti recitate assumono un carattere improvvisato spiazzante. Serve infatti un occhio attento e costantemente dubitativo per individuare quale sia la chiave di svolta dello spettacolo, laddove il tono goliardico, quasi fancazzista, si trasforma e diventa com-passione mista a commozione.  Lo stesso occhio attento è poi in grado di presagire questo sviluppo fin dai movimenti di Luca Avagliano nelle prime scene; la sua irrequietezza e il suo disagio sono palpabili seppur lui tenti abilmente di nasconderli dietro la potenza esorcizzante della terapia.

Con la Walking Therapie i suoi ideatori hanno messo alla berlina tutti i presunti guru manovratori di masse che invece di infondere fiducia e capacità di autodeterminazione rendono le loro vittime dipendenti da loro, incapaci di uscire dai motti insensati con cui sono state infarcite le loro menti. Un desiderio di lasciarsi quasi deificare che vince sempre, anche quando l’evidenza dell’inefficacia si manifesta e la vittima riscopre tutte le sue debolezze. Pertanto con Walking Therapie non solo si esegue un esperimento urbano ma anche un esperimento sociale in cui ogni pagante ha il diritto ed il dovere di distrarre l’attenzione dai due protagonisti per misurare le reazioni del mondo intorno; quel mondo che, mistificatore, può però essere davvero in grado di salvare i pazienti per aprire loro gli occhi e dissolvere le nubi che annebbiano il loro io.  

 

Pupi e Fresedde - Teatro di Rifredi

dal 23 luglio al 4 agosto

Walking Thérapie

Psico-Camminata urbana tra Rifredi e Scandicci

con Luca Avagliano e  Gregory Eve

 

testo e regia di  Nicolas Buysse, Fabrice Murgia, Fabio Zenoni

traduzione di Angelo Savelli

concezione sonora e musiche di Maxime Glaude

 

in collaborazione con

Comune di Firenze – Estate Fiorentina 2018

Comune di Scandicci – Open City 2018

Città Metropolitana di Firenze

Teatro della Toscana - nell’ambito del progetto “Come son vive le città”

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