DON'T TALK TO ME IN MY SLEEP @Teatro Vascello - FUORI PROGRAMMA: Warhol e sua madre, un rapporto difficile
Di: Giada Somenzari
pubblicato il: 06/08/2018
categoria: DANZA

Abbiamo assistito a DON'T TALK TO ME IN MY SLEEP di Dunja Jocic,  in prima nazionaleil 18 luglio al teatro Vascello di Roma per il Festival internazionale della danza contemporanea  FUORI PROGRAMMA  ancora in corso fino al 27 luglio.

Lo ammetto, non é stata una passeggiata assistere allo spettacolo, sono stati sessanta minuti intensi, dove ho provato sentimenti misti di angoscia e ansia. Geniale l'idea coreografica e la scelta del tema, seppur angosciante. Il rapporto tra madre e figlio, ma non quello sano che siamo soliti pensare. Quello perverso, ossessivo, ambivalente, claustrofobico, malato. E non una madre e un figlio a caso, parliamo di Andy Warhol, artista statunitense simbolo della Pop Art e sua madre  Julia, quest'ultima  magistralmente interpretata da un danzatore, un uomo, che insieme a un gatto di peluche sono stati i due elementi che hanno spezzato un pó l'atmosfera angosciante della scena, oltre che far passare come messaggio, probabilmente, la nota omosessualità dell'artista.

Pieno di significato il momento iniziale, una ricerca di sguardi piena di simboli, abbastanza chiari per il pubblico, ma che non si incontrano quasi mai tra loro due, facendo decadere un dialogo, pieno di significato. Scenografia minimal, luci tetre per ricreare l’ambientazione di quell'inconscio torbido e tormentato. Oggetti e costumi di scena rispondenti all'epoca di Warhol (anni 40-50). Innovativa e insolita l'idea dei dialoghi dei protagonisti, la cui voce "registrata" e gracchiante fuoriusciva rispettivamente da una radio d'epoca e da un walkie talkie, anche in linea con il tema che l'artista esplorava nella sua Pop Art, quello di rappresentare oggetti tecnologici.

La danza molto fedele alla condizione psicologica dei due, convulsa, scattosa, sconnessa, a tratti aggressiva...tutto perfettamente plasmato dallo sfondo musicale di Hugo Morales quasi psichedelico, da trance, oserei dire.
Uno spettacolo che ha bisogno di decantare qualche giorno per essere sviscerato e compreso, ma ne è valsa sicuramente la pena. Non avendo mai visto prima uno spettacolo della Jocic, nota per raccontare in danza i misteri e le contorsioni dell’inconscio, sarebbe curioso chiederle se è tutto frutto della sua immaginazione o suoi personali strascichi di vita vissuta  o autoanalisi in corso.

Informazioni

18 luglio ore 21.00
Don't Talk to Me in my Sleep
Dunja Jocic (NL)
prima nazionale 
in partnership con Bolzano Danza Festival

coreografia e set concept Dunja  Jocic   
performance Luca Cacitti, Shai Partush
musica Hugo Morales
testo Barbara Markovic, interpretato da Michael Jahoda  e  Sabine  Kupferberg  
scene e luci Pavla Beranova
costumi Slavna Martinovic
produzione Korzo Production, Bird Production

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