TOTÒ E VICÈ @ Arena Del Sole : Facciamo tutti e due gli stessi sogni
Di: Maurizio Dall'Acqua
pubblicato il: 06/12/2017
categoria: RECENSIONI BO

Dal 2 al 7 dicembre 2017, all’ Arena del Sole, nella sala Thierry Salmon va in scena TOTÒ E VICÈ. Dalla drammaturgia di Franco Scaldati, poeta e drammaturgo palermitano vincitore di ben 2 premi Ubu, interpretato e diretto da Enzo Vetrano e Stefano Randisi e prodotto da Emilia Romagna Teatro Fondazione in collaborazione con Le tre corde / Compagnia Vetrano- Randisi.

Siamo invasi dalla materia di cui sono fatti i sogni all’interno della splendida drammaturgia di Franco Scaldati. Possiamo sentire l’eco di un treno in lontananza, una musica dolce e graziosa che accompagna Totò e Vicè sulla scena, si tengono per mano e portano con sé una valigia, uniti per un lungo viaggio. Percorrono le strade dell’inconscio attraverso flussi di sogni che tengono il dialogo, guardano il mondo con gli occhi di un bambino, “sono stelle gli occhi di chi guarda in cielo”. Sono uno lo specchio dell’altro, anche se a momenti sembrano essere un unica cosa. Discorsi sconnessi, composti da battute intercambiabili che si fondono in un unico elemento: amore, quell’amore che ti scalda l’animo e ti apre il cuore.

L’interpretazione di Vetrano e Randisi è brillante. Si ha l’impressione che le voci degli interpreti si fondano in un’armonia musicale, armonia ricreata dalla sonorità del dialetto siciliano che contorna lo spartito dialogico dello spettacolo. Movimenti semplici, coordinati, candidi come fossero giochi fanciulleschi. A tratti sembra una danza sul palcoscenico perfettamente orchestrata dal forte legame dei personaggi e degli attori stessi, risultato che si ottiene solo quando si recita per qualche ragione in più delle sole finalità spettacolari.
 

L’atmosfera è onirica, scenografia vuota, solo una panchina sul palco e lumini che circondano il proscenio. Sfumature cromatiche attraverso giochi di luce stabiliscono il tono delle scene. Il tempo si ferma, si dilata, è praticamente frammentato, una lunga linea in cui ci si può saltare o in avanti o all’indietro.
L’ambiente richiama una lunga attesa, la stessa attesa che Samuel Beckett (Teatro dell’Assurdo) ci pone in “Aspettando Godot ” avanti alla fermata di un bus. Ma attesa della vita o della morte? Non c’è distinzione tra vita e morte, secondo Totò e Vicè, si è solo schiacciati dalla folgorante luce della felicità che emanano.

Sognare fa bene, ci fa oltrepassare i limiti, ci fa abbattere le barriere. E’ solo attraverso il sogno che entriamo in stretta connessione col nostro inconscio, ponendoci in fasi transitorie continue, giorno dopo giorno. Grazie a Totò e Vicè possiamo ricordare come quei confini siano labili, “Se tengo gli occhi aperti vedo una parte del mondo, se li chiudo lo vedo tutto”.

 

 

Intervista tratta dal canale Youtube di ERT 

 

Info:
TOTÒ E VICÈ di Franco Scaldati

regia e interpretazioneEnzo Vetrano, Stefano Randisi

disegno luci: Maurizio Viani

costumi: Mela Dell’Erba

tecnico luci e audio: Antonio Rinaldi

produzione EMILIA ROMAGNA TEATRO FONDAZIONE, LE TRE CORDE / COMPAGNIA VETRANO – RANDISI

foto di Tommaso Le Pera

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