PASSI Una Confessione @ Teatro Brancaccino: la narrazione dei passi e delle cadute di una vita
Di: Paola Proietti
pubblicato il: 05/12/2017
categoria: RECENSIONI RM

Dal 30 Novembre al 3 Dicembre 2017 al Teatro Brancaccino, all’interno del progetto La Caduta*, il duo Bartolini - Baronio ha analizzato e rappresentato lo scorrere di una vita e degli eventi che la condizionano, alla ricerca di una accettazione e di una ricostruzione a partire dai propri cedimenti nello spettacolo PASSI- Una Confessione. 

La vita è un continuo oscillare tra analisi insoddisfacenti del presente e valutazioni nostalgiche del passato oppure renitenze recondite del vissuto e chiara definizione acquisita nel tempo attuale. Tutto ci porta sempre a perizie e previsioni, che con la consapevolezza e la condivisione ci possono far accettare meglio la caducità della nostra vita.
In scena due funi a U pendono dal soffitto, e una di queste sorregge, appesa per le ascelle, una donna, l’attrice Tamara Bartolini; il corpo abbandonato di peso, la testa infossata tra le spalle e i piedi nudi ricurvi e struscianti sul pavimento del palcoscenico. Le luci soffuse mostrano la leggera oscillazione ed il saltuario lento movimento della testa che ruota e si solleva leggermente, si curva come ad inquadrare il soggetto con gli occhi che guardano intorno e poi ricade nell’abbandono e nell’apatia.

Il pubblico entra e si sistema in un brusìo composto, per rispetto della scena aperta e in quei pochi minuti il dondolio della donna appesa aumenta con una luce puntata su di lei che si chiude ad inquadrarla e crea ombre sul suo corpo e sullo sfondo. Lo spettatore appoggia così lo sguardo nell’ondeggiamento del corpo in scena, scandito dai battiti di quello che sembra un orologio. Da un angolo del proscenio Michele Baronio interagisce con la scena attraverso attrezzature audio e luci che seguono il crescendo dei movimenti. Il dondolamento aumenta e la donna raggiunge un paio di scarpe e le tocca spostandole,  poi le sfiora, poi le manca, poi le raggiunge di nuovo e alla fine riesce ad indossarle con il solo ausilio dei piedi.

Una volta indossate, si aiuta con i passi ad aumentare il ciondolamento; passi che scandiscono forte il ritmo che aumenta con il rumore dei tacchi. Il fascio di luce puntato su di lei aumenta e dondola di conseguenza. Tutto porta ad un cullare ludico della mente che ricorda l’esultanza del gioco dell’altalena. Poi, d’improvviso, la caduta. Le braccia non reggono più l’oscillare e il corpo cade pesantemente a terra.

È lì che inizia la vera performance. La narrazione delle tappe di una vita, oscillanti tra passato e presente: ricordi, sogni, appunti, rimpianti e ribellioni.

Tamara Bartolini racconta trasognata, sussurra ironica, grida frenetica. Ora un episodio sconnesso, ora un sogno, ora una felicità insicura, il perimetro intero e le tappe di una vita trascorsa fatta di incertezze e scelte e di un presente futuribile tutto da valutare e definire.

Si confonde sincera, si domanda in continuazione: “Va bene così?” “Ti piace così?” “Ho ancora tempo?”. Quante volte ce lo domandiamo nella quotidianità? E quanto non ne siamo consapevoli? Abbiamo bisogno di “cadere” per capire che “come va bene” è relativo; che è nella continua ricerca, nella condivisione e nel reciproco supporto che si vive appieno l’esistenza su questa terra. Piace così a te, ma non a me, e viceversa. E perdiamo tempo a fare “passi” condizionati, non nostri, spaventati.

Magnifici Bartolini e Baronio a ricordarci questa nostra intima questione da risolvere. E toccanti e contemporanei nella celebrazione di quel discorso iniziato da Beckett nel 1977, con “Footfalls”, dove racconta la non esistenza di una vita fatta di passi indotti e condizionati dalla forma e dalla sottomissione.

“PASSI - Una confessione” è uno studio, un work in progress; non potrebbe essere altrimenti: dopo la tesi e la controtesi, deve esserci la sintesi e siamo nell’epoca in cui tutto è stato detto e fatto e quasi tutto destrutturato e ristrutturato. Ora la sintesi va fatta da noi, analizzando I nostri “passi” e facendo le nostre “confessioni”. E grazie allo studio di Tamara Bartolini e Michele Baronio, abbiamo qualche elemento in più per realizzare questo passaggio.

(*)
Nel Progetto La Caduta il duo Bartolini Baronio ha approfondito il tema dell’incidente e del dolore come possibilità e rinascita

Info:

Bartolini/Baronio
PASSI una confessione
vincitore del Premio Dominio Pubblico Officine 2014
di e con Tamara Bartolini e Michele Baronio
scene, luci, suoni e immagini live Michele Baronio
regia Tamara Bartolini/ Michele Baronio

canzone originale Ilaria Graziano
collaborazione artistica Alessandra Cristiani

assistente alla regia Antonio Cesari

produzione Bartolini/Baronio e 369gradi

co-produzione Sycamore T Company  co-produzione/residenza Carrozzerie | n.o.t

con il sostegno di Teatro Argot Studio, Teatro dell'Orologio, Kilowatt Festival, Argot Produzioni, ATCL Associazione Teatrale fra i Comuni del Lazio in collaborazione con Rialto Santabrogio / Ass. Il Moderno – Agliana / Kollatino Underground

vincitore del Premio Dominio Pubblico Officine 2014

Il Primo Studio di Passi è arrivato finalista al Premio Tuttoteatro.com Dante Cappelletti 2011 e semifinalista al Premio Lia Lapini 2011

Riferimenti :

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