LA PARTE MIGLIORE DI ME @ Teatro San Paolo Ostiense 190: l’amore àncora d’un padre alla deriva
Di: Samantha Grasso
pubblicato il: 14/11/2017
categoria: RECENSIONI RM

Fino al 12 novembre al teatro San Paolo, Andrea Gambuzza è stato un padre divorziato poco meno che quarantenne, Ilaria Di Luca un’assistente sociale ligia al dovere e preda di ricordi tormentati: interpreti e registi di loro stessi, Ilaria ed Andrea (della Compagnia Orto degli Ananassi) formano sul palco una goffa, divertente, antipodica eppur similissima coppia di personaggi alla deriva ne “LA PARTE MIGLIORE DI ME”.

Maurizio (Andrea Gambuzza*) ha 38 anni, una separazione complicata alle spalle e un figlio motore dei suoi giorni, Mattia, che la mamma non lascia che incontri da settimane, a causa di quelle che crede essere inadempienze da parte del padre; una serie di vicissitudini lo vedrà protagonista in un’alternanza serrata di telefonate e monologhi che apriranno la vista dello spettatore sul panorama dei suoi sentimenti, puri anche nei tranelli in cui cade spesso, complici ingenuità e la più totale voglia di far del bene per il suo bambino.
Proprio in questa intricata rete di rapporti, sgambetti e ricordi s’insinuerà Laura (Ilaria Di Luca**), l’assistente sociale che, in visita da Maurizio, farà luce sul suo passato in degli altrettanto intensi monologhi, frutto delle riflessioni a cui arriva a colloquio con un padre dipinto, malignamente, di nero.

Ed è proprio una variazione di colore quella che investe lo spettatore durante lo snodo d’uno spettacolo tanto reale da tralasciare la voluta precarietà della scenografia, appena ammiccata in qualche struttura e qualche oggetto chiave, come un pallone, della posta, dei calzini appesi ad un filo più stabile della vita del protagonista, che si lava le mani in un lavandino immaginario d’un bagno inesistente bagnando, comunque, le coscienze della sala.

 

“LA PARTE MIGLIORE DI ME” è rosso come il cappotto di Laura che torna a coprirle le spalle solo alla fine, quando, oramai, lei e Maurizio si sono lavati via il nero di dosso.
Questo spettacolo s’insinua in un tempo storico in cui i fili di metallo della scenografia, la claustrofobia degli arredi e il minimalismo delle luci sono specchio dei rapporti che, spesso, ci troviamo a vivere, precari, spaventati, un po’ “sfrattati” nel cuore; la storia sottolinea la situazione troppo comune dei padri costretti ad abbandonare il tetto coniugale e a centellinare l’amore, lasciando, però, a chi decide di farsi investire, un’ondata d’empatia su cui tutti vorremmo navigare.

Culla dello spettacolo resta la recitazione dei due protagonisti, invasi: le luci di Lucio Diana lasciano vedere, a contrasto con le ombre dei pensieri e del palco, il sudore di Andrea e gli occhi lucidi di Ilaria, la fatica e la commozione del cuore scandite, puntuali, dalla musica e dai rumori di scena, dalla mimica e dalle immobilità. Le loro, le nostre.

Info
LA COMPAGNIA ORTO DEGLI ANANASSI presenta:
Teatro San Paolo - Ostiense 190
8 | 12 NOVEMBRE 2017
LA PARTE MIGLIORE DI ME
di Francesca Detti e Andrea Gambuzza
con: Ilaria Di Luca e Andrea Gambuzza
scene e luci: Lucio Diana
ambienti sonori: Giorgio De Santis
costumi: Blender


Per saperne di più su la Compagnia Orto degli Ananassi

(*) ANDREA GAMBUZZA
Attore, autore e trainer teatrale, si forma alla “Eco-le Internationale de Theatre Jacques Lecoq” di Parigi. Studia e collabora con il Maestro di commedia dell’arte Antonio Fava. Lavora per Massimo Castri ne “Il Misantropo” di Moliere e per Emanuela Giordano ne “La commedia di Orlando” da V. Woolf. Lavora, tra gli altri, con Luciano Damiani, Alessio Pizzech, Pietro Bontempo, Gabriele Pignotta. Autore di “PERSEUS”, “Purple Fish productions” di Londra, per il Fringe Festival del Canada 2005. Nel 2008 ha la Segnalazione della Giuria per il Premio Hystrio alla Vocazione e per “Riccardo alla Terza - Disappunti di un dittatore” vince il Premio “Nino De Reliquis” 2009.
Nel 2014 lavora come preparatore di tecniche di recitazione in maschera, per i membri del cast de Il Barbierbiere di Siviglia, prodotto dalla Fondazione Teatro Goldoni di Livorno e L.T.L.Opera Studio.
E’ socio fondatore della Compagnia Orto degli Ananassi per la quale scrive e interpreta spettacoli, tra i quali, Testa di Rame, edito da Titivuluss Edizioni e La Parte Migliore di Me, in coproduzione con La Città del Teatro di Cascina. 

(**) ILARIA DI LUCA
Dopo aver mosso i primi passi nel teatro della sua città, si diploma nel 1997 presso la scuola del Te-atro Stabile di Torino, diretta da Luca Ronconi, proseguendo nel 2000 la sua formazione con il corso di perfezionamento «Recitar con metodo» del Te-atro Metastasio di Prato, diretto da Massimo Castri e nel 2003 il seminario sulla commedia dell’arte, diretto da Marcello Bartoli. Affina la sua formazione seguendo tra gli altri i laboratori condotti da Francesca Della Monica, Valerio Binasco, Mario Perrotta e Claudio di Palma. Lavora in teatro con Luca Ronconi, Pier’Alli, Rem &anp; Cap, Taddeus Bradietckj, Debora Debois, Pietro Bontempo, Benedetta Buccellato, L. Daminani, Alessio Pizzech e Gabriele Pignotta e nel cinema indipendente collabora con Silvio Soldini, Peter Del Monte e Francesco Calogero, conseguendo vari premi tra i quali: “Premio Miglior Interpretazione del 52esimo festival di cinema Valdarno FEDIC 2000” con il medio metraggio ”Dietro il Sole” diretto e scritto da D. Bini e F.Bianchi; e “Miglior interpretazione Femminile” al Festival Cinema indiretta di Saint-Vincent 2000, con il cortometraggio “Jingle bells” diretto da Michele Di Mauro.  E’ socia fondatrice della compagnia teatrale “Orto degli Ananassi” con la quale è attrice protagonista dello spettacolo “Testa di Rame” scritto da A. Gambuzza e G.Benucci, pubblicato dalla Titivillus Editore nella collana i Diavoletti.

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