L'ARTE DEL TEATRO @ Teatro delle Moline: l'arte del teatro si trasmette con il sangue
Di: Riccardo Canzini
pubblicato il: 19/03/2017
categoria: RECENSIONI BO

Fino al 31 Marzo al Teatro delle Moline verrà rappresentato L'ARTE DEL TEATRO uno spettacolo di Pascal Rambert, autore e regista francese di diversi testi messi già in scena per l'Emilia Romagna Teatro Fondazione come Répétition  e Clôture de l'amour.

Dall'oscurità della notte bolognese, un uomo divorato dal tempo, costituito da niente se non dal presente, si avvicina agli spettatori con un passo strascicato insieme al proprio cane fissandoli per diversi secondi come per cercare di elemosinare un qualche frammento di speranza di cui è rimasto ormai, da troppo tempo, a corto. Un uomo, nell'assordante solitudine di una stanza vuota, prova ad intavolare un discorso con il proprio cane sulla sua vita, sulla disperata condizione degli attori, sul suo amore, ormai stantio, per un teatro in cui non si riconosce più. Gli parla senza vergogna, senza censura ed attende da lui una qualche risposta che però non arriverà mai; tenta invano di abbattere quella parete d'incomunicabilità che lo divide dal cane e dalla sua incontrollata adesione all'amore vomitandogli addosso parole tormentate, rabbiose che travolgono lo spettatore con una gelida cascata di realismo.

Questo testo è una disperata dichiarazione d'amore.

È certamente amore quello che lega l'attore all'arte del teatro; questa è una forza che ti travolge, è pronta ad abbandonarti in ogni momento, ti costringe ad una vita di affanni, una vita in cui l'unica forza motrice che ti spinge ad andare avanti è la paura di essere abbandonati. Gli attori sono questo; sono cani che hanno il terrore di essere abbandonati dai propri padroni, da questi ricevono continuamente bastonate ma nonostante ciò ne sono irrimediabilmente attratti.

L'interpretazione di Paolo Musio è estremamente composta e controllata riuscendo ad esprimere in modo efficace la miseria del protagonista, la sua impassibilità davanti allo scorrere della vita e delle cose terrene. Unica pecca da questo punto di vista è l'utilizzo di una voce troppo impostata e costruita che crea dissonanza tra il linguaggio visivo e quello uditivo. Inoltre essendo una rappresentazione teatrale fondata principalmente sul testo e sul suo contenuto, l'attore perde di spessore, deve lasciare spazio alla comprensione del testo evitando virtuosismi o stili recitativi eccessivamente coloriti. In accordo con quanto appena detto anche la scenografia, essendo estremamente spoglia, consente allo spettatore una maggiore astrazione e concentrazione.

La scelta dei costumi per il protagonista riesce in modo ottimale a sottolineare la casualità del momento, la sua completa sincerità e purezza dando alla pièce una sensazione di quotidianità ma al contempo di astrazione.

L'ARTE DEL TEATRO riesce in modo estremamente efficace a disegnare concetti forti che penetrano nell'immaginario dello spettatore, lo costringono con una retorica incalzante a seguire i ragionamenti di Rambert, ad abbracciare la sua visione disincantata di un mondo crudele ed egoista disposto a danzare con te fino a quando le tue gambe possano reggerti per poi abbandonarti come un cane alla tua solitudine e a te stesso.

Info:
L’ARTE DEL TEATRO
14 marzo - 31 marzo - Teatro delle Moline
testo e regia Pascal Rambert
Emilia Romagna Teatro Fondazione | Triennale Teatro dell'Arte | Fondazione Teatro Metastasio
da martedì a venerdì ore 20:30
sabato ore 20:00
domenica ore 16:30

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